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Nella prima parte di questo post abbiamo visto che cos’è un’affermazione e a che cosa serve. Vediamo ora come creare le vostre personali affermazioni seguendo il metodo di Louise Hay!

Creare le affermazioni è davvero molto semplice e divertente, basta seguire alcune piccole regole, ma quali sono?

  • Usare sempre il tempo presente (Es. “Io mi sento bene con me stesso/a” e non “Io mi sentirò bene…”);
  • Fare le affermazioni usando la prima o la seconda persona singolare (Es. “Io esprimo con facilità i miei sentimenti”. Oppure “Tu ….. (aggiungete quindi il vostro nome) esprimi con facilità i tuoi sentimenti”.
  • Non utilizzare mai il NON (Es. “Non ho paura di affrontare i cambiamenti” non è una affermazione utile, perchè il nostro inconscio in realtà non registra il NON quindi è come se vi steste dicendo “Ho paura di affrontare i cambiamenti”).

Inoltre, è sempre meglio creare le affermazioni, partendo dalle nostre convinzioni limitanti. Come abbiamo detto nel precedente post, possiamo scegliere di utilizzare alcune affermazioni generali che vadano bene in molte situazioni e, a queste, aggiungerne altre di personalizzate… sì, proprio delle affermazioni su misura per noi! Per farlo, però, abbiamo bisogno di identificare che cosa vogliamo migliorare nella nostra vita e quali sono le credenze depotenzianti che ci condizionano negativamente. Vediamo nel concreto un esempio….

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Ho cominciato a leggere i libri di Louise Hay quando avevo solo 16 anni. Ricordo che, nonostante la mia giovane età, rimasi fortemente colpita dalle sue parole: l’idea che ciò che pensiamo e crediamo nella nostra vita ritorna sempre a noi sotto forma di esperienza, mi sembrò a dir poco illuminante. Senza contare il fatto che attraverso i nostri pensieri possiamo addirittura influire sul nostro corpo creando uno stato di benessere (o di malessere): oggi anche la medicina tradizionale ha ammesso e confermato tutto ciò, ma negli anni ’80 (il libro Puoi guarire la tua vita di Louise Hay risale al 1984) quelle idee erano considerate a dir poco rivoluzionarie.

Gli insegnamenti di Louise Hay mi hanno aiutato ad amarmi e ad accettarmi incondizionatamente, soprattutto nei momenti meno facili della mia vita. Ho imparato a fare pace con le parti di me che non mi piacevano e ad essere responsabile non solo dei miei pensieri, ma anche delle esperienze che vivevo. Questo non significa certo che la mia vita oggi sia perfetta, ne’ che vada sempre tutto bene: ho però una forte consapevolezza, quella che posso sempre scegliere cosa pensare e come comportarmi e, questo, continua a fare una notevole differenza nella qualità della vita che vivo!

Ho sempre trovato le sue tecniche così semplici eppure sempre così efficaci che, negli anni, ho voluto intraprendere un percorso di crescita personale e di formazione che mi ha portato a diventare anche Insegnante certificata Louise Hay: sono così felice ed onorata di poter continuare a diffondere le sue tecniche anche perché, nonostante gli anni passati, rimangono sempre attuali e, nella loro semplicità, davvero innovative! Sono infatti trascorsi 25 anni dalla pubblicazione in italiano del suo libro Puoi guarire la tua vita (uscito quest’anno in edizione speciale per Armenia Editore), eppure la sua popolarità continua a crescere e i suoi libri sono sempre tra i più venduti tra quelli di auto-aiuto.

Cominciamo a parlare un po’ dell’uso delle affermazioni: una delle tecniche che lei stessa ha creato e divulgato. 

Che cos’è un’affermazione e a che cosa serve? Un’affermazione è qualcosa che diciamo e che ci serve per creare nella nostra vita ciò che desideriamo o per modificare qualcosa che non ci piace. Vi siete mai fermati a riflettere sulla quantità di pensieri che la nostra mente produce ogni giorno? Beh… in effetti è nella sua natura pensare: la mente produce pensieri ed è normale che ciò accada! Ma perchè è così importante diventare consapevoli dei nostri pensieri e, soprattutto, delle nostre credenze? Semplice: perché ciò che crediamo influenza la nostra percezione della realtà!

Vediamo un po’ allora quando un pensiero diventa credenza? Un pensiero è qualsiasi idea ci passi per la testa, mentre una credenza è un pensiero a cui abbiamo detto ripetutamente ‘SI.. sì è esattamente così!’ e l’abbiamo fatto così tante volte da aver creato qualcosa che per noi è sempre vero e che condiziona il modo in cui noi percepiamo la realtà. Vi faccio un esempio: se nella vostra vita avete avuto più partner che si assomigliavano caratterialmente tra di loro, avrete probabilmente cominciato a pensare qualcosa tipo ‘gli uomini sono tutti uguali (o le donne sono tutte uguali)‘. All’inizio può essere stato un semplice pensiero che però ha cominciato a creare la vostra realtà perchè gli uomini (o le donne) che incontravate erano davvero tutti uguali (o tutte uguali): o almeno questa era la vostra percezione. Ed ecco che avete cominciato a trovare nella ‘realtà’ la conferma del vostro pensiero e ogni volta che ciò succedeva avete cominciato a dire ’SI.. sì è esattamente così… gli uomini (o le donne) sono davvero tutti/e uguali!’. Più avete detto SI a quel pensiero, più questo si è trasformato in credenza e avete cominciato a filtrare sempre di più la vostra realtà con quella credenza… e indovinate un po che tipo di uomini (o donne) catturavano la vostra attenzione? 

Perchè, dunque, abbiamo bisogno di fare un check di qualità sulle nostre credenze? Perchè quando queste ci fanno vivere al di sotto delle nostre potenzialità condizionando negativamente la nostra vita, abbiamo bisogno di cambiarle. Come? Usando le affermazioni appunto! 

Ci sono affermazioni che vanno bene per tutti e che possono riguardare varie aree della nostra vita come per esempio:

  • Mi amo e mi accetto esattamente così come sono.
  • Nella mia Vita va tutto bene e io sono al sicuro.
  • Il mio corpo è sano e pieno di energia.
  • Sono circondato/a da persone che mi amano e mi rispettano.
  • La Vita mi ama e si prende cura di me.
  • Vivo esperienze meravigliose e sono grato/a per tutto quello che ho.
  • Tutto ciò di cui ho bisogno, mi viene dato.
  • La Vita è una gioia e i miei bisogni vengono soddisfatti.
  • Sono guidato/a dal divino e protetto/a in ogni istante.

Oltre a queste (e molte altre che potete trovare nei libri di Louise Hay) potete divertirvi a creare le vostre personali affermazioni. Creare le affermazioni partendo dalle nostre convinzioni limitanti è un lavoro molto utile e davvero potente! Nella seconda parte di questo post scopriremo come farlo e parleremo anche della vera Legge dell’Attrazione perchè, complice una buona parte della New Age, c’è davvero molta confunsione in proposito…

Volete approdonfidire l’argomento? Bene, allora vi aspetto nel mio prossimo articolo!

Nelle precedenti due settimane non ho più scritto articoli nel Blog. Teddy, il mio Westy di quasi 14 anni è morto: aveva un tumore e nel giro di poco tempo abbiamo dovuto fargli la puntura per evitare che soffrisse inutilmente. E’ stato per me e la mia famiglia un momento davvero molto doloroso: scegliere di fargli l’eutanasia non è stata assolutamente una scelta facile!

Chi di voi ha o ha avuto un animale, sa di che cosa parlo…

Eppure, anche nei suoi ultimi istanti di vita, Teddy mi ha insegnato l’amore incondizionato, l’accettazione e la fiducia. Non è mai facile quando ci troviamo a vivere un’esperienze indesiderata. Quando ho saputo che Teddy stava male ho realizzato che, prima o poi, avrei dovuto vivere un forte cambiamento: avrei dovuto lasciarlo andare, accettare la sua morte e vivere la mia vita senza di lui. Non lo avrei più avuto vicino fisicamente, non avrei più potuto abbracciarlo, giocare con lui, portarlo a fare lunghe passeggiate come avevamo sempre fatto. Avrei potuto vederlo solo nella mia mente e mantenerlo vivo nel mio cuore e nei miei ricordi. Qualche giorno prima che morisse, mi sono più volte chiesta: “Come posso fare? Dove trovo il coraggio di lasciarlo andare? Come posso imparare a vivere senza di lui dopo che è stato con me per quasi 14 anni? Come farò a rielaborare questo grande dolore?”. Ero così confusa… tutto era accaduto in maniera così veloce che mi sembrava di non avere avuto abbastanza tempo per realizzare ciò che stava accadendo. Se pensavo al passato e a tutto quello che avevamo condiviso insieme, mi assaliva una tristezza e una malinconia senza pari. Se pensavo al futuro mi sembrava di impazzire, non sapevo cosa sarebbe successo e come avrei fatto a vivere senza di lui. L’unico momento in cui non soffrivo era il momento presente: se controllavo la mia mente e mi allenavo a riportarla dolcemente al momento presente, riuscivo a godermi ogni istante e a non stare male. Ho ricorso più volte all’uso di questa strategia negli ultimi giorni prima dell’eutanasia e anche nei giorni immediatamente successivi alla morte di Teddy, e questo mi ha molto aiutato a non cadere in loop negativi crogiolandomi troppo in sentimenti di angoscia, paura e sofferenza, e a concentrarmi sul fine del dolore che stavo provando. Che cosa mi sta dando l’occasione di imparare tutto questo? – mi sono chiesta più e più volte. La risposta è stata: l‘accettazione e la fiducia. Per me queste due cose sono strettamente legate. Riesci ad accettare ciò che non puoi cambiare quando capisci che c’è sempre un motivo per cui le cose accadono, qualunque esse siano. E bisogna avere fiducia che tutto accade per il nostro bene e che siamo al sicuro, sempre. La Vita si prende cura di noi e ci accompagna anche nei momenti di forte dolore, lo fa dandoci la possibilità, attraverso quello che ci succede, di imparare qualcosa di nuovo e di superare le nostre paure e i nostri limiti. Ho imparato ad avere fiducia che tutto stava accadendo per il bene mio e anche per quello di Teddy: non era giusto che lui soffrisse inutilmente. Aveva vissuto una vita ‘da re’, amato e coccolato da me e dalla mia famiglia per quasi 14 anni ed ora era arrivato il momento di lasciarlo andare.

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Anche questo 2010 sta per concludersi e, come spesso succede, il periodo di fine anno si rivela un ottimo momento per interrogarci su che cosa vorremmo per l’anno nuovo, per pianificare i nuovi obiettivi da raggiungere, per dire basta a quello che non ci appartiene più o che non desideriamo più avere nella nostra vita.

Ecco perchè, ispirata dalle letture di questo periodo dell’anno per me così magico, ho deciso di scrivere questo post: vorrei aiutarvi a non rendere l’anno che sta per iniziare identico a quello che si sta per concludere, bensì migliore… the best year of your life (il migliore anno della vostra vita) come lo chiama Debbie Ford nel suo libro.

Portare consapevolezza dentro di noi capendo che cosa vogliamo nella nostra vita e a che cosa vogliamo invece dire basta, è già un’ottima cosa. Ma come mai, dopo aver formulato i classici propositi per il nuovo anno, ci ritroviamo quasi sempre a ricadere nei solito comportamenti, a rimuginare sui soliti pensieri, allontanandoci così dai nostri buoni propositi?

Quali sono i vostri buoni propositi per l'anno nuovo?

Vi siete mai trovati a dire qualcosa tipo…

‘Da gennaio mi metto in dieta’, oppure

‘Con l’anno nuovo voglio dedicarmi solo a ciò che mi fa stare bene’

‘L’anno prossimo mi impegno davvero ad andare in palestra almeno due volte alla settimana’,

‘Giuro che faccio meditazione tutti i giorni’

…. e poi, immancabilmente, vi siete ritrovati a mangiare sempre un po’ di più, a fare ciò che volevano gli altri (il partner, i genitori, gli amici, i colleghi, …), ad andare in palestra sempre meno, a fare meditazione forse una volta alla settimana, e così via…

I nostri obiettivi sono forse cambiati da Dicembre a Gennaio? Oppure li abbiamo già dimenticati? Ma non erano forse così importanti per noi?

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Nel post di Maggio, abbiamo parlato del passato e del carico emotivo che spesso ci portiamo ancora dietro e che continua a condizionare i nostri pensieri, reazioni e/o comportamenti nel presente. Come abbiamo già visto, essere disposti a perdonare è un ottimo inizio. Come dice la parola stessa, PER-DONO, si tratta prima di tutto di un DONO PER noi stessi e poi anche PER gli altri. Quando perdoniamo, togliamo il carico emotivo legato ad un particolare evento che abbiamo vissuto e che magari abbiamo personalizzato e riusciamo a vedere e percepire quella particolare situazione come qualcosa che è successo e che non ha più potere su di noi.  Qualunque cosa ci abbiano fatto o detto nel passato, non è mai troppo tardi per lasciarla andare e per ristrutturare l’evento.

In questa prima parte di questo post impareremo come farlo attraverso alcuni concetti tratti sia dalla Programmazione Neurolinguistica, più comunemente conosciuta come PNL, che dalla Neurosemantica.

Il perdono è un dono che facciamo prima di tutto a noi stessi.

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Il nostro corpo è lo specchio dei nostri pensieri e delle nostre convinzioni. Ci diamo il permesso di ascoltarlo? Pensiamo mai che voglia comunicarci qualcosa? Se sì, sappiamo che cosa vuole dirci?

Il corpo è il tempio della nostra anima.

Se partiamo dal presupposto che ogni cellula del nostro corpo risponde ad ogni singolo pensiero e parola che pronunciamo, allora abbiamo capito quanto sia potente il legame mente-corpo e come ogni ‘malattia’ abbia un suo preciso ‘significato’. Spesso infatti, la malattia è il modo attraverso il quale il corpo si fa sentire, attraverso il quale comunica con noi. Vediamo qui di seguito alcuni esempi…

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Vi siete mai ritrovati a dirvi frasi di questo tipo:

Come vorrei stare davvero bene con me stesso/a… è che non so proprio come fare!

Quello che voglio adesso è solo stare bene, non importa ciò che succede intorno a me!

Se stessi davvero bene allora sono sicuro/a che tutto si sistemerebbe!

Quando sarò più ricco/a, sposato/a, avrò dei figli, un nuovo lavoro, sarò più magro/a, grasso/a, … allora potrò finalmente stare bene!

Sono frasi che vi suonano forse familiari? Bene… parliamone un po’!

Imparare a stare bene con noi stessi, accettandoci esattamente per quello che siamo, è il primo passo da fare per cominciare a mettere davvero ordine nella nostra vita e fare quei cambiamenti che da sempre rimandiamo.

Ben-essere è stare bene con noi stessi per poi stare bene anche con gli altri

Il ben-essere indica, come dice la parola stessa, ciò che è bene per noi, è lo stare bene con noi stessi e con le nostre emozioni, per poi imparare a stare bene anche con gli altri.

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Solo tu puoi farlo!

Quando tengo sessioni di coaching, di solito lavoro con persone che vengono da me perché  vogliono imparare a vivere meglio, gestire emozioni paralizzanti quali la rabbia o la paura, smettere di soffrire o di lasciarsi condizionare dal passato, portare consapevolezza sui loro pensieri e sugli schemi mentali, per poterne scegliere di più efficaci e potenzianti. Sono persone motivate a cambiare, che vogliono scoprire nuovi ed utili comportamenti per dare il meglio in ogni situazione.

Una delle prime cose che ho imparato dalla mia esperienza personale, è che non c’è corso, sessione di coaching, CD o altri strumenti di auto-aiuto che abbiano, da soli, il potere di far cambiare le cose al posto nostro. Niente di ciò che ci viene insegnato funziona come una pillola magica, come nessun pensiero o affermazione che pronunciamo ha il potere, da solo, di cambiare il nostro presente e il nostro futuro: abbiamo bisogno di unire al pensiero l’azione, così come abbiamo bisogno di fare del nostro meglio per allenarci ad utilizzare con costanza gli strumenti che apprendiamo. Siamo noi gli unici responsabili di come vanno le cose nella nostra vita e siamo sempre noi gli unici in grado di cambiare ciò che non ci piace, nessuno può farlo al posto nostro.

Nessuno può allenarsi al posto nostro!

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Molte persone dicono che non possono godere del presente a causa di qualcosa che è avvenuto nel passato. Poiché una volta sono stati da feriti, non riescono ad aprirsi di nuovo all’amore. Poiché hanno subito una perdita, non riescono a vivere pienamente nel presente. Poiché tempo addietro hanno vissuto un’esperienza spiacevole, non riescono a non credere che questa possa ripetersi ancora.Poiché hanno sbagliato nel passato, continueranno a sbagliare. Poiché sono stati maltrattati, non perdoneranno ne’ dimenticheranno mai.

Il perdono ci rende liberi di vivere una nuova vita lasciando andare il passato e il carico emotivo che esso rappresenta

Vi siete mai ritrovati a dirvi frasi come queste?

Dato che il primo esame che ho fatto nella mia vita non è andato molto bene, adesso ho sempre paura degli esami.

Dato che lui/lei mi ha fatto soffrire, adesso non gli/le credo più.

Dato che la mia relazione più importante è finita male, non posso più aprirmi all’amore.

Dato che sono nato da una famiglia di umili origini non potrò mai diventare ricco.

Spesso non ci rendiamo conto – dice Louise Hay – che rimanere aggrappati al passato, non importa quando spaventoso esso sia stato, ci causa solo dolore. Spesso chi ci ha ferito non ne è nemmeno consapevole e, così, gli unici che ancora soffrono e che si lasciano condizionare da ciò che è stato, siamo solo noi stessi. Questo ci impedisce di vivere totalmente nel presente al massimo delle nostre potenzialità e di lavorare per creare quel futuro nel quale poter essere finalmente felici.

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Tutti noi abbiamo una routine quotidiana, qualcosa che facciamo tutti i giorni e che caratterizza le nostre giornate. Per esempio, che cosa fate come prima cosa quando aprite gli occhi la mattina? Dove va il vostro pensiero? Che cosa vi dite? Scegliete in maniera consapevole i vostri pensieri e le vostre azioni o semplicemente aprite gli occhi e vi dite “Oddio, un’altra giornata!” e poi scendete dal letto e cominciate a mettere in atto i soliti automatismi?

Quando si parla di routine si tende a dare alla parola stessa un’accezione spesso negativa: routine diventa sinonimo di abitudine, comportamento automatico, ripetizione, quindi noia, stanchezza, spossatezza, …

Esistono però dei comportamenti che, se mettiamo in atto in maniera consapevole, ci aiutano a vivere meglio e a dare il meglio di noi stessi, ci danno una routine che ci potenzia come singoli individui. Come sarebbe se scegliessimo di mettere in atto dei comportamenti potenzianti, delle azioni in grado di farci alzare la mattina con rinnovata energia ed entusiasmo per vivere le nostre giornate all’insegna della novità, della gioia, della felicità, dell’amore per noi stessi e per gli altri?

Una routine potenziante ci aiuta a dare il meglio di noi

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